Lecco

Lago di Lecco by: Red-made

Lago di Lecco by: Red-made

Situata sul lago e sulla sponda sinistra del fiume Adda, Lecco ha da sempre conquistato l’attenzione di artisti: basti pensare che Leonardo da Vinci si dedicò alla riproduzione di schizzi della conca di Lecco e ne fu ispirato per l’ambientazione del famoso quadro dalla Vergine delle Rocce. E come dimenticare Manzoni, che per la stesura dei suoi Promessi Sposi si abbandonò alla visione del paesaggio lecchese.

Lecco è sempre andata costantemente alla ricerca delle sue origini, così vi sono stati nel tempo nuermosi scavi che ne hanno portato a datare orientativamente le prime forme di abitazione della città a partire da un periodo precedente all’epoca romana: il primo nucleo di insediamento umano si fa risalire al 2.500 a.c, ed è certo che per un periodo Lecco sia stata abitata anche dai celti. Nel medioevo la città assume grande importanza militarmente, essendo punto di snodo di diverse strade che mettevano in comunicazione la Lombardia con i territori oltralpe. In questo periodo Lecco non è individuata come città, ma come una zona che si estende tra il lago e la Valsassina e smembrata, con zone ciascuna con una precisa specializzazione economica e funzionale. Successivamente Lecco vivrà un periodo comunale burrascoso, a cui seguiranno la dominazione spagnola, poi quella austriaca: in quest’ultimo frangente di Storia, la città vive un grande momento di ammodernamento, con sviluppi del territorio, l’introduzione di una buona burocrazia e lo sviluppo dell’industria serica che rappresenterà un settore tradizionale e trainante della città.

Lago di Lecco by: Eric Hossinger

Lago di Lecco by: Eric Hossinger

E’ però all’inizio del diciannovesimo secolo che Lecco diventa un cuore pulsante della cultura italiana, come sede degli Scapigliati fra fermenti letterari e politici. Un legame forte e sentito con la cultura che Lecco si porta ancora oggi, basta notarlo in una politica interna sempre tesa a valorizzarne il suo patrimonio storico-artistico. Questo patrimonio vive attraverso edifici civili e religiosi che impreziosiscono la città. Tra gli edifici religiosi la principale struttura religiosa è la Basilica di San Nicolò, santo patrono dei naviganti: in stile neogotico, la sua fama è legata anche al famoso campanile del Matitone, inaugurato nella notte di Natale del 1904, che è tra i dieci campanili più alti d’Italia e divenuto simbolo della città. Di rilievo è anche il Santuario di Nostra Signoria della Vittoria, eretto a memoria dei caduti della Grande Guerra, caratteristici sono i suoi rivestimenti in pietra bianca della Val Chiavenna alternati al granito. Tra gli edifici civili spicca il Teatro della Società, che pur essendo di dimensioni modeste è dotato di una buona acustica, e tra i monumenti simbolici della città il Ponte Azzone Visconti: oggi strutturato in undici arcate, un tempo ne aveva solo otto e presentava due torri all’estremità ed un ponte levatoio.

Semplice ma ricercata, è la cucina lecchese. Il pesce è una delle pietanze più amate dai lecchesi ed è alla base di alcuni piatti tipici come i missoltini: si tratta di agoni, tipologia di pesce che ricorda le arringhe, imbevuti in aceto o grigliati e serviti con polenta. E ancora lo squartone, pesce di lago servito con sala verde di basilico, aglio e pinoli. Anche la carne è tra le pietanze tipiche: famosi sono i capponi, carne cucinata con prugne, castagne e uvetta, quelli che Renzo nei Promessi Sposi porta ad Azzeccagarbugli. Tra i primi, tipico è il riso bianco con pesce persico e gli scapinasc, ravioli con ripieno di uvetta, amaretti e pan grattato.